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In libreria “Italian Rhapsody”

Finalmente in libreria “Italian Rhapsody”, il volume di Antonio Pellegrini che racconta la storia dei Queen dagli esordi, approfondendo lo straordinario rapporto di amore reciproco tra la band e l’Italia…

FABRIZIO DE ANDRÉ E I PELLEGRINI SULLA CATTIVA STRADA

IN LIBRERIA LA STORIA DI DE ANDRÉ E DI TUTTI GLI ARTISTI CHE L’HANNO ACCOMPAGNATO SULLA “CATTIVA STRADA” DELLA POESIA: BRASSENS, VILLON, COHEN, LEE MASTERS, RIMBAUD, MANNERINI, PIVANO… E TANTI

Esce il 20 aprile “Canapa Una Storia Incredibile”

Una pianta che da migliaia di anni fa parte della vita degli umani, ma che da circa novant’anni è diventata oggetto delle attenzioni di quasi tutte le forze di polizia

In libreria nuova edizione di “Boom – Viaggio nella Meditazione Trascendentale” di Federico Traversa!

Fra Beatles, David Lynch, fisica quantistica e mantra segreti un viaggio per comprendere cos’è la Meditazione Trascendentale, una delle pratiche più discusse e affascinanti dell’ultimo secolo. Con un intervento esclusivo di David

Chris Cornell Day

DOVE: Disco Club via San Vincenzo 20 R – 16121 GENOVA. QUANDO: Venerdì 18 maggio ore 17e30 Nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa viene presentato “CHRIS CORNELL LA VITA E LA

Fascisti al Salone del Libro? Business is business

Allora amici, capisco l’indignazione, capisco che in un momento storico così ricolmo di ignoranza si abbia voglia di ribellarsi e scendere in piazza. Sono d’accordo, ci mancherebbe. Come diceva Don Gallo l’essere antifascisti non è un optional! Rispetto quindi Zerocalcare che ha scelto di non presentarsi al Salone del libro così come rispetto la Murgia che invece ha scelto di esserci. Sento il dovere, tuttavia, per chiarezza e amore della verità, di spiegare ai non addetti ai lavori (gli addetti ai lavori anche se fanno finta di niente certe cose le sanno fin troppo bene) che quello che sta succedendo a Torino con la questione della casa editrice Altaforte sfiora il paradossale. E lo dico con cognizione di causa, visto che con Chinaski Edizioni, la casa editrice che dirigo da 15 anni,ci siamo fatti 8 Saloni di Torino di fila (non ci andiamo più per scelta dal 2013), più la Fiera del Libro di Roma e un sacco di altre manifestazioni del genere. Ebbene, in questi contesti le case editrici di estrema destra, per non dire fasciste, ci sono sempre state e nessuno ha mai proferito mezza parola. Eppure non esponevano dentro una grotta ma in mezzo agli altri. Ne ricordo una che faceva quasi apologia del fascismo; perdonatemi ma ho rimosso il nome e non ho voglia di sforzare la memoria per così poco.

Quindi, siccome non credo di averla vista solo io, perche se ne parla solo quest’anno? Amici editori e scrittori che ora vi stracciate le vesti non credo ve ne siate accorti solo ora. O invece sì?

La verità è che il problema abita da un’altra parte, e cioè nella grassa ignoranza in cui annaspa questa nostra povera Italia targata 2019, una polveriera in cui si combatte a forza di urla, spintoni e slogan da stadio. Un ambiente malsano e putrido dove il virus del fascismo può proliferare indisturbato.

Ma l’editore che si riempie la bocca dicendosi orgogliosamente fascista non è nato oggi, era lì anche ieri. Ha solo pubblicato un libro-intervista su quella sottospecie di politico che si atteggia a ducetto. Tutto qui. E parliamo di gente che su odio, algoritmi e ‘purché se ne parli’ ha costruito la propria fortezza.

Ma, e anche qui voglio essere chiaro, a quelli del Salone di ciò che pubblichi importa meno di zero. Agli organizzatori della tua proposta letteraria non frega niente, basta che paghi lo stand puoi far entrare tutti i libri che ti pare. Non c’è selezione all’ingresso come in discoteca e puoi entrare senza cravatta. Si tratta solo e unicamente di una manifestazione commerciale, un grande business per la città di Torino, la Regione Piemonte e qualche editore abbastanza grosso da… mi fermo qui.

E per tutti gli altri? Salvo rare eccezioni un mezzo bagno di sangue economico ma una bella vetrina e un ottimo modo per ampliare i propri contatti. Fine. L’idealismo, la poesia, i valori, andateveli a cercare pure da un’altra parte.

Quindi, devo constatare con tristezza, che si sta facendo tanto rumore per una cosa che esiste da anni all’interno del cuore di una manifestazione che non ha più cuore di un centro commerciale.

Comunque, visti i tempi, è bene protestare e ricordare ai ragazzi che essere fascisti è un insulto alla propria intelligenza. Però occhio che ciò che si demonizza troppo poi agli occhi dei giovani diventa affascinante. Che gran casino.

Ah, e comunque noi al Salone non ci andiamo neanche quest’anno…

Ciao guagliù

Federico Traversa

A föa do Bestento – Fiabe liguri al Libraccio di Genova

Venerdì 26 aprile ore 18 presso Libreria Il Libraccio (Via Cairoli 6R – Genova) Walter Fochesato e Pino Boero presentano il loro libro “A föa do Bestento – Fiabe liguri” CHINASKI EDIZIONI ; Una raccolta unica di 60 favole storiche del nostro territorio, che parte dalla traduzione di un testo perduto, pubblicato a fine Ottocento in Francia. Un viaggio meraviglioso attraverso la Liguria, dall’estremo Ponente alla Lunigiana toccando il Basso Piemonte e arrivando in Sardegna a Carloforte e Calasetta che conservano la lingua genovese… Un viaggio che agli adulti ricorderà il “buon tempo antico” in cui, magari intorno al camino, gli anziani raccontavano fiabe e che ai giovani trasmetterà il gusto della scoperta e il piacere del racconto.

FABRIZIO DE ANDRÉ E I PELLEGRINI SULLA CATTIVA STRADA

IN LIBRERIA LA STORIA DI DE ANDRÉ E DI TUTTI GLI ARTISTI CHE L’HANNO ACCOMPAGNATO SULLA “CATTIVA STRADA” DELLA POESIA: BRASSENS, VILLON, COHEN, LEE MASTERS, RIMBAUD, MANNERINI, PIVANO…

E TANTI ALTRI… rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

Esce il 20 aprile “Canapa Una Storia Incredibile”

Una pianta che da migliaia di anni fa parte della vita degli umani, ma che da circa novant’anni è diventata oggetto delle attenzioni di quasi tutte le forze di polizia del mondo, un’icona del male nell’immaginario collettivo. Un ragazzo che incontra quella pianta, e suoi prodotti, quando sono avvolti di quell’aura illecita che attrae e respinge, ma che non, sempre fa riflettere. Due storie che si intrecciano, perché mentre il ragazzo cresce e cresce la sua consapevolezza, insieme si sviluppa anche la curiosità sul perché di quei divieti, sul motivo per cui quella pianta è bandita dall’agricoltura, dall’industria, dalla farmacopea; luoghi in cui aveva dimorato per secoli.

Così l’autore, parallelamente al suo percorso che lo ha portato prima a fondare un sito con l’obbiettivo di stimolare la discussione verso politiche di liberalizzazione della pianta, e poi a creare e dirigere Dolce Vita, la più importante rivista italiana nel settore degli “stili di vita alternativi”, ci racconta la tormentata vicenda del più controverso vegetale nella storia della nostra civiltà, cercando nuove domande e ottenendo alcune significative risposte. Due storie davvero incredibili; quella di Matteo che dai banchi abbandonati in fretta dell’Università si è inventato imprenditore di successo nel settore della comunicazione, e quella della Canapa che, con estrema fatica ma altrettanta forza, sta riemergendo dal limbo dell’illegalità in molte parti del mondo e da ultimo, almeno in versione “light”, anche nel nostro paese.

Una “rivoluzione verde” che ha un solido retroterra culturale, ben oltre il cosiddetto uso ludico, narrata con sobrietà e leggerezza da uno dei suoi protagonisti.
Ulteriori news sul sito

www.unastoriaincredibile.it

In libreria nuova edizione di “Boom – Viaggio nella Meditazione Trascendentale” di Federico Traversa!

Fra Beatles, David Lynch, fisica quantistica e mantra segreti un viaggio per comprendere cos’è la Meditazione Trascendentale, una delle pratiche più discusse e affascinanti dell’ultimo secolo. 
Con un intervento esclusivo di David Lynch.

ESCE MANJA GANJA: LA CUCINA CON LA CANAPA SECONDO EPISCH PORZIONI

Nota dell’Editore Grasso

“Sono tutti buoni a essere magri!” Questo rispondevo a quell’amabile quanto losco figuro di Porzioni quando per la prima volta mi cucì addosso l’appellativo di Editore Grasso. Certo, a molti un nomignolo così avrebbe mandato in tilt l’autostima, ma tra me il Grasso, quello con la G maiuscola, come quella del punto G, c’è sempre stato un rapporto di profonda e ben contraccambiata stima. No, non ho mai esibito salvagenti troppo ingombranti, anche se ho sempre protetto da sguardi indiscreti i miei addominali, pronti a guizzare sotto una comoda tenuta stagna a base di trigliceridi bene assortiti.

La chimica che ho studiato mi ha permesso di comprendere come depositiamo bianche distese isolanti di strutto nei nostri tessuti, quando abusiamo di tutte le cose che meglio ci solleticano la mente. Il cibo non è solo una questione di bilancio energetico, altrimenti per vivere sani basterebbe mangiare una qualche sorta di crocchetta – come quelle dei cani – con dentro il fabbisogno in proteine, polisaccaridi, grassi, fibre, vitamine, e oligoelementi necessari all’organismo per funzionare. Per sopravvivere. Il cibo nutre da sempre non solo il corpo, ma anche la mente, lo spirito dell’uomo. Mangiare è diverso da nutrirsi. Ci si nutre quando si soddisfa il bisogno meno qualificato, quando quel bisogno sorge come atto irriflesso. Preparare il proprio cibo, il cibo per i propri amici, i propri cari, è un gesto rituale, che influisce profondamente anche sul modo in cui il cibo viene assimilato. E non fate quelle facce, dopo parlerò anche della mia cucina, e dei suoi rituali…

Viviamo un epoca in cui, come molte altre cose, il rapporto con il cibo è oggetto di una profonda schizofrenia, per cui da un lato assistiamo all’iconizzazione dei supercuochi e all’esaltazione dell’aspetto formale della cucina, con la glorificazione della ricchezza delle materie prime e dei sistemi produttivi utilizzati. Dall’altro invece, il consumatore è invitato all’inettitudine, con prodotti sempre più trasformati e resi di “pronto consumo”, ma completamente omologati nel gusto. Il cibo – mi duole dare ragione a Oscar Farinetti – diventa parte di noi, va a costituire il supporto alle nostre funzioni vitali. Non si può dedicare poco tempo al cibo, significa dedicare poco tempo alla vita.

Da sempre amo cucinare, preparare cene complesse e suggestive, così come una semplice insalata, per un paio di diecine di persone così come solo per me. Il cibo va valutato nei suoi ingredienti, curato nella preparazione, mangiato con attenzione, e comprensione, o almeno con l’intenzione di comprensione. Perché non si può fare a meno di comprendere ciò che fa parte di noi, che già di fatto comprendiamo.

E a questo punto, come andiamo a parlare di canapa in cucina? Da dove esce fuori la ganja? Beh, diciamo che i derivati della canapa ed io ci incontriamo molti anni addietro, agli albori degli anni ’80. Poi ci perdiamo di vista per un po’, e quando ricomincio ad interessami, accademicamente si intende, alla questione, rimango molto impressionato da una descrizione di una ricetta di preparazione di un dolce a base di hashish e cacao nei “Paradisi Artificiali” di Charles Baudelaire, e mi chiedo come mai non si usi più cucinare con l’erba e i suoi derivati. Qualche mio amico, immaginario si intende, mi spiega pazientemente che il prodotto, in quanto illegale, magari non ha una filiera produttiva così sana, e che quindi se vuoi cucinare qualcosa non ti resta che rivolgerti a qualche altro amico, anch’esso immaginario, che ne produca per suo conto, senza smerdarla con troppa chimica di sintesi, di quella inutile insomma. Quando provo a cucinare la ganja, in diverse maniere, tra le quali alcune citate in questo libro, scopro che è questo il segreto che tutti volevano nascondere con il proibizionismo e le altre facezie di regime: E’ BUONISSIMA!!!

Naturalmente, è più buona quando è buona di suo, ma lega splendidamente con tantissimi gusti, così come fanno tutte le spezie (tutte le droghe, parole che di fatto illustrano il medesimo significato) più nobili. E poi, il simpatico supporto che viene garantito al convivio nelle 2-6 ore seguenti e il benefico sopore successivo… Certo, mi rendo conto che sto parlando a briglia sciolta, sulle ali della fantasia, di cose che veramente non ho visto accedere, dato che tutto questo sarebbe illegale. Però la cosa che più mi fa riflettere sta nel fatto che l’ipotetico uso alimentare della canapa e dei suoi derivati ci fa diventare attenti a ogni possibile sofisticazione, e scegliamo un prodotto fidato, fatto con cura, cresciuto con amore. Per tutto il resto delle cose che ci introduciamo pigramente nell’esofago, normalmente ci accontentiamo delle specifiche sull’etichetta, come se lì ci fosse davvero la storia di quel prodotto. Come se bastassero, e si è già visto che non bastano, le leggi per far cessare le truffe alimentari. La nostra pigrizia è il motore degli affari, e la nostra mancanza di curiosità è la sua benzina. Sapere come viene prodotto il cibo, come si determina il suo costo, quanto vale dal punto di vista nutrizionale, sono tutti elementi che possono aiutare una scelta consapevole. Poi  magari decido di fare dei cubetti di mortadella glassati nel miele alla canapa, fasciati nel lardo di colonnata e guarniti da un fiocco di cannaburro, ma almeno ho scelto con cura, soprattutto la mortadella, che ne hanno fatto di quelle quasi radioattive.

La morale dell’Editore Grasso? Mangiate bene, tutte le volte che vi va, bevete meglio;  qualunque cosa beviate o mangiate, fatene un piacere e non un dovere. Mangiate con attenzione, dedicatevi alla preparazione del vostro cibo, e se pagate qualcun altro che cucini per voi, accertatevi che sia degno della fiducia del vostro organismo. Lasciate che il cibo vi scelga, che si presenti a voi nel modo che gli è più congeniale; divertitevi a mangiare. E non è sempre necessario aggiungere THC per divertirsi mentre si mangia.

A questo proposito, l’aria di – tiepida – rivoluzione che soffia in questi ultimi tempi ha fatto volare in alto il termine CANAPA LIGHT, che designa le infiorescenze delle piante destinate alla produzione di canapa industriale, provviste del basso contenuto di THC voluto dalla legge dello stato, canapofobo. Adesso, naturalmente con risultati meno eclatanti ma sempre interessanti, potremmo finalmente pensare di approcciare le gustose ricette di questo libro senza quel fastidioso tintinnio di manette a rovinare i piaceri del palato. Le ricette dovranno essere rivisitate in termini di dosaggi, qualità organolettiche, ma ciò che più conta è che questa spezia – questa DROGA – sia ora disponibile in una versione che non prevede rischi di detenzione. Almeno fino a quando non decideranno di vietare anche questa.

Da ultimo, venite ogni tanto a fare un giro in cucina con me; è ora di comprendere, e di essere compresi…

 

Marco Porsia

Chris Cornell Day

DOVE: Disco Club via San Vincenzo 20 R – 16121 GENOVA.

QUANDO: Venerdì 18 maggio ore 17e30

Nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa viene presentato “CHRIS CORNELL LA VITA E LA MUSICA DELL’ULTIMO MARTIRE DEL GRUNGE” la prima biografia al mondo sull’immortale musicista di Seattle. Interverrà l’autore Episch Porzioni.

Nothing is Real: The Beatles Day

Venerdì 9 marzo dalle ore 15:30 da Disco Club Genova via San Vincenzo 20 giornata dedicata ai Fab Four. Lo scrittore romano Giorgio Cavagnaro presenterà il suo romanzo Nothing is Real dedicato ai Beatles e il collezionista Luciano La Bollita porterà memorablia incredibili su Lennon e soci. Introdurrà il giornalista e scrittore Renato Marengo (sì, quello dell’unica intervista a Lucio Battisti) e interverranno anche quei disadattati di Chinaski Edizioni.