CARO DON TI SCRIVO: LETTERA A DON GALLO

di Federico Traversa

Caro Don

stasera ho proprio bisogno di scriverti perché… perché qui è un gran casino…

Te ne sei andato sette anni fa, in un momento in cui il mondo era già un gran bel compendio di problemini e problemoni, ma oggi, credimi, siamo su altri livelli. Un tale cinema…

Ti racconto tutto perché credo, anzi ne sono sicuro, che dove sei adesso certe cose non ti tocchino più di tanto e tu possa fartele scivolare addosso come in vita non sei mai stato capace di fare. E meno male, perché è stato grazie a quella rabbia, a quegli “sciuppon de futta” (come li chiamavi tu) se ti sei speso per combattere le ingiustizie e aiutare tutti quelli che ne hanno avuto bisogno.

Ma oggi, oggi che ti sei ormai da tempo sciolto in una nuvola di pace, spero di non buttarti troppo giù se ti dico, per cominciare, che in Italia la Lega è il primo partito e Salvini – sì quello mezzo “abelinato” con la felpa che cantava “Vesuvio lavali col fuoco” – fa comizi in tutto il sud applaudito come un messia.

E non è finita, Don. Al governo c’è il partito di Beppe Grillo, che però non si fa vedere più tanto in giro, insieme al Pd, che ora è guidato dal fratello dell’attore che interpreta il commissario Montalbano. E lo so, sembra una fiction Rai e invece…

Ma aspetta Gallo, questo è niente: per 4 anni il Presidente degli Stati Uniti è stato Donald Trump! Sì, il miliardario con la testa arancione, che ora però ha perso le elezioni anche se dice che non è vero.

Tornando alla nostra Genova, devi sapere che due anni fa è crollato il Ponte Morandi, una tragedia enorme che ha distrutto tante famiglie e coinvolto anche la tua Comunità San Benedetto, che sotto il ponte aveva la sua Fabbrica del Riciclo.

Ma siamo solo all’antipasto, Don! Belin c’é la pandemia. Sì. Ho detto PANDEMIA!

Un virus mortale è arrivato a inizio anno dalla Cina e, ad oggi, ha fatto più di un milione di morti. Ci siamo tutti dovuti chiudere in casa da marzo a maggio e ora di nuovo. Ho una fifa, Andrea… sai, sono papà di due bimbi piccoli adesso e ho due genitori anziani non autosufficienti, sento tutta la responsabilità del momento addosso. Ovviamente di mio fratello sai tutto, spero solo che ora che è lassù ogni tanto tu possa dargli un occhiata, è un ragazzo buono e incasinato, di quelli che piacciono a te. Sono certo lo farai.

Comunque ti stavo dicendo del virus, Covid 19 si chiama. Un vero disastro, qui in Liguria poi i guai sono stati doppi. Sai, da quattro anni ci governa uno strano personaggio che si chiama Giovanni Toti, un signore veramente, ehm, diciamo particolare. Da quando è iniziata la pandemia lui dice che qui da noi è tutto sotto controllo, di stare tranquilli, ma in tanti sostengono che le sue sono “musse” belle e buone, perché i Pronto Soccorso sono al collasso, i medici e gli infermieri fanno più ore dell’orologio e la gente soffre le pene dell’inferno per farsi un semplice tampone. Qualche settimana fa questo Toti ha persino pubblicato un post sugli anziani che ha fatto il giro del mondo. Una belinata sul fatto che non sono indispensabili alla sforzo economico del paese messa giù con una tale mancanza di empatia che lo hanno preso per il culo anche in Groenlandia. Vabbé magari non fino a lì ma hai capito. Ci abbiamo provato col tuo amico Ferruccio Sansa a toglierlo da lì, si era candidato persino il nostro Flavio Gaggero, ma lo sai che a noi liguri piace soffrire. Così ha vinto le elezioni e ora legittimamente governa. E lo so… lo so….

Vabbé dai, passiamo oltre che non ti voglio intristire troppo.

C’è anche qualche bella notizia.

In questo marasma quel meraviglioso cavallo matto del Gino Strada ha accettato di andare a dare una mano alla sanità calabrese! Se non altro finalmente avremo qualcuno a cui veramente frega qualcosa delle persone.

E poi ci sono gli amici, ciascuno perso a “rincorrere i suoi guai” come cantava Vasco. Franco sta bene, qualche anno fa ha portato il nostro libro persino a Cuba, non oso immaginare cosa abbia combinato nella terra del rum. Megu finalmente è dimagrito, Andrea ti giuro sembra un figurino, ed è sempre a lottare insieme a tutti gli altri di Sambe. Pensa, la Lilli é addirittura su facebook mentre Viviana è diventata una sindacalista che si sbatte per tutti. Claudio Agostoni di Radio Popolare non manca mai di ricordarti nei suoi programmi e come lui Manu Chao e Tonino Carotone nelle loro canzoni.

Ecco, vorrei chiudere questa lettera con bei ricordi anche se… ehm… Ma come faccio a non dirti certe cose? Come posso tacere il fatto che Renzi, all’urlo di “Enrico vai sereno” ha fatto un nuovo partito? E l’ha chiamato Italia Viva. Te lo giuro, Andrea, è questo il nome che ha scelto. E già che a te non era mai piaciuto…

Ma c’è di peggio, amico mio. Lo sai in questo momento di confusione, paura e incertezza chi sta facendo da paciere tra le varie forze politiche? Chi ne sta uscendo meglio di tutti, con parole spese con misura e complimenti persino a Fabio Fazio? Sì, Andrea, lui, sempre lui e ancora lui. SILVIO. Ma lo sai che ha pure sconfitto il Covid? Dicono che ora punti al Quirinale. Sento dall’improvvisa folata di vento che mi ha fatto cadere il vaso grosso in terrazzo che questa l’hai accusata anche da lassù…

Che altro dirti, Don? Vorrei consolarti con le imprese del nostro amato Genoa ma anche qui, meglio soprassedere.

Che poi, chissenefrega.

Non ci si vede, non ci si tocca, non ci si abbraccia, tutti in giro con la mascherina, la vita pare cosi sterile e fredda che alla fine quasi ci dimentichiamo per cosa stiamo combattendo.

Andrea mi manchi!

Ci manchi!

Continuo a scrivere, i miei lettori crescono, mi chiedono consigli perché credono che siccome ti sono stato vicino forse posso aiutarli a fare un po’ di chiarezza nelle loro vite. Mi sono messo persino a studiare seriamente il buddhismo e a meditare per capire più cose possibili e parlare con un minimo di senso. Eppure più la mia consapevolezza cresce più mi sento piccolo. Più leggo e capisco maggiore è la forza con cui le tue parole mi risuonano in testa: “Nessuno si libera da solo, ci si libera tutti insieme” .

Ciao Don, ti voglio tanto tanto bene. Ora metto su un pezzo di De André o di Manu, mi bevo un bicchiere di vino e poi chiuderò gli occhi.

Ho bisogno di abbracciare forte il tuo ricordo.

Flavio Gaggero – La Grande Anima di questa città

di Federico Traversa

C’è un personaggio nella tradizione zen che si chiama Hotei ed è una specie di grasso Babbo Natale senza la barba. Lo avrete visto sicuramente nelle tante statuette che lo raffigurano, molti credono erroneamente sia il Buddha.

Pelato, sempre sorridente, ha un rosario al collo e un borsa a tracolla che non si svuota mai, con cui nutre i poveri e i bisognosi.

Pare che la sua figura derivi da un monaco Chan di grande bontà, di nome Qìcǐ ma conosciuto come Maitreya, che visse intorno al 500 d.C. sotto la dinastia Liang.

Altre fonti lo pongono invece in India; il suo nome era Angida, un abile cacciatore di serpenti dal cuore d’oro: dopo averli catturati toglieva loro il veleno per evitare che mordessero i passanti e poi li liberava.

Sia quel che sia, oggi Hotei è una figura leggendaria e rappresenta prosperità, generosità e amore.

Nella tradizione zen si dice che possa cavar fuori dalla sua borsa tutto quello che serve per aiutare le persone che incontra.

Sei un assettato? Lui ti sorride e tira fuori una bottiglia d’acqua.

Sei arrabbiato perché ti si è bucata una gomma della macchina? Ecco che dalla borsa esce dello spray per ripararla.

Hotei è quello che nel buddhismo viene definito un bodhisattva, cioè una persona che spinta dalla compassione sceglie di lavorare per l’illuminazione e il bene di tutti gli esseri viventi. Lui è tra noi per servire e non per essere servito.

Flavio Gaggero di mestiere fa il dentista, è un cristiano praticante e di buddhismo credo sappia molto poco, eppure è forse la persona più simile a Hotei che abbia mai incontrato.

Sempre allegro, sorridente, felice, se gli chiedi come va risponde immancabilmente: “Bene, anzi benissimo”, perché la vita per lui è un regalo del buon Dio e il solo fatto di esserci va salutato con gioia, figurarsi poi se si è nati nella parte fortunata del mondo.

In quasi quarant’anni che lo conosco non l’ho mai visto arrabbiato, pensieroso, oppure triste. Persino quando ha avuto problemi di salute importanti il suo bellissimo sorriso non l’ha mai abbandonato.

A 84 anni suonati lavora ancora 12 ore al giorno curando gratuitamente migranti, senzatetto, indigenti, anziani con la pensione sociale, chiunque abbia bisogno insomma. Tutti i poveri cristi in difficoltà che hanno mal di denti ma non possono permettersi l’intervento di qualcuno che glielo faccia passare da lui trovano ristoro.

Ma non pensate a un dentista terzomondista costretto a raffrontarsi solo con pazienti vittime del giogo della brutalità sociale; dal buon vecchio Flavio transitano così tante bocche importanti che i media si sono spesso occupati di lui definendolo, con poca fantasia, “il dentista dei vip”.

Da Renzo Piano a Gino Paoli, passando per Beppe Grillo, Ornella Vanoni e le buone anime di Don Gallo e Paolo Villaggio, quello studio ha visto davvero di tutto.

L’unica differenza fra i pazienti è che se sei ricco e famoso paghi l’otturazione, mentre se sei una persona in difficoltà non solo non paghi il lavoro, ma probabilmente esci dallo studio con il portafoglio un po’ più pesante, merito delle corpose donazioni di questo Hotei col trapano in mano, che se non ci fosse andrebbe inventato.

Ho iniziato a frequentarlo da piccolo, bambino pauroso con i denti storti, per poi ritrovarmelo durante i miei anni di collaborazione con Don Gallo e la Comunità San Benedetto al Porto. Oggi Flavio, a cui da qualche anno sono finalmente riuscito a dare del tu, è l’amico fidato che tende la mano ai “miei migranti”, un gruppo di amici nigeriani in difficoltà che cura gratis appena glielo si chiede, e ai quali a volte riesce persino a trovare qualche lavoretto.

Quando ho saputo della sua candidatura con la Lista Sansa mi ha fatto veramente piacere, Ferruccio non solo è un collega che stimo per le sue inchieste sempre corrosive e interessanti, ma una persona ispirata e seria. E aver offerto questa possibilità a Flavio un gesto che dimostra grande umanità. Perché, parliamoci chiaro, la politica – al netto di competenze, budget, progetti ed idee – ha un disperato bisogno di bontà. Si ho detto bontà. Per far politica davvero efficacemente credo serva avere dentro di sé quel sentimento di empatia che arde come un fuoco sacro, e spinge a perseguire il bene comune. Te ne dovrebbe importare, e tanto, delle persone per fare questo mestiere. Lo ripeto: serve bontà, poi esperienza e infine lungimiranza. Con queste tre caratteristiche quel piccolo indiano che chiamavano Mahatma – che vuol dire grande anima – ha sconfitto gli inglesi senza alzare un dito.

Anche Flavio Gaggero é un mahatma, e spero che la sua elezione possa portare in Regione quella bontà necessaria per sconfiggere tutto l’egoismo, l’indifferenza e l’ignoranza gretta di una politica che per anni se n’è fregata degli altri, e ha pensato solo a far mettere le chiappe al sole agli amici, e agli amici degli amici, condendo il tutto con slogan, propaganda becera e passerelle.

D’altronde, come diceva sempre Don Gallo al suo cardinale, i peccati capitali non sono solo sette ma ne esiste un ottavo, forse il più grave: l’indifferenza.

E Flavio Gaggero, come Don Gallo, Gandhi e il panciuto Hotei, è tutto fuorché indifferente.

Forza, Grande Anima!

Sulla Strada con Don Gallo presentazione alla Casa della Resistenza

Giovedì 27 aprile alle ore 17:30 presso la Casa della Resistenza (via Pastorino 8 Genova Bolzaneto) verrà presentato il libro “Sulla Strada con Don Gallo”.
Interverranno l’autore, l’Assessore alla Scuola Pino Boero e la Presidente Municipio Val Polcevera Iole Murruni.

è uscita l’edizione economica di Sulla Strada con Don Gallo (libro+dvd)

Torna in libreria da giovedì 23 marzo, in edizione economica, con una nuova copertina e una rinnovata veste grafica, Sulla Strada con Don Gallo, il libro (con il dvd) di Federico Traversa pubblicato dalla casa editrice genovese Chinaski Edizioni (128 pagine, 13 euro), che racconta l’esperienza vissuta dall’autore accanto al prete da marciapiede, scomparso nel maggio di quattro anni fa.
Un racconto di prima mano dei sette anni di viaggio lungo l’Italia fatto da Traversa insieme a don Andrea, fra i primi a tendere la mano all’autore quando ancora lavorava in nero per 600 Euro al mese. La storia di un’amicizia speciale, nata su suggerimento di Manu Chao, e che prima di questo libro ha portato alla nascita di altri due volumi di successo.
Sulla Strada con Don Gallo, però, a differenza dei suoi predecessori, è un racconto molto più intimo e per forza di cose molto più profondo del sacerdote genovese: una storia fatta di tante voci, come tanti sono stati i personaggi famosi e gli amici che hanno accompagnato il Gallo e Federico in questo giro d’Italia lungo sette anni, fatto di presentazioni, incontri e battaglie.
E così, fra le pagine del libro, compaiono non solo artisti e personalità del calibro di Moni Ovadia, Roy Paci, Dario Fo, Beppe Grillo e Vittorio Sgarbi, ma c’è spazio anche per una galleria di persone normali ma allo stesso tempo assai speciali, come autisti buddhisti, funzionari della digos che partecipano alle presentazioni e ragazzi cosiddetti ultimi, alla ricerca di un riscatto sociale.
Insieme al libro c’è anche il dvd intitolato In Viaggio Con Don Gallo, un docufilm realizzato grazie a un’accuratissima selezione di immagini tratte da comizi, viaggi, interviste, incontri pubblici e privati del sacerdote genovese. Un ritratto vivo e di grande impatto, arricchito dagli interventi e dai contributi di Roy Paci, Piero Pelù, Moni Ovadia, Dario Fo e di tanti amici che nel tempo hanno camminato con il Don. Il dvd contiene anche il video della canzone inedita scritta e interpretata da Manu Chao e Tonino Carotone per gli ottant’anni del sacerdote.

Federico Traversa (Genova, 1975), partito dalla periferia di Genova con una storia difficile alle spalle, è riuscito in pochi anni a collaborare e scrivere libri di successo con molti rappresentanti noti della controcultura italiana, senza tralasciare mai, però, le tematiche a lui care legate a chi vive ai margini e non ha voce per poter far valere i propri diritti.
Ha esordito nel 2004 con il romanzo Il Contorno del Camaleonte, ma fra i suoi libri ricordiamo anche Il Maestro dell’Ora Brava (con il musicista basco Tonino Carotone), Io Cammino con Gli Ultimi (con don Andrea Gallo), E Io Continuo a Camminare con Gli Ultimi (ancora con don Andrea Gallo), e Boom Viaggio Nella Meditazione Trascendentale (con la collaborazione di David Lynch).

CAMMINARE DOMANDANDO -Ultime conversazioni con Don Gallo

le conversazioni e gli incontri fra il prete degli ultimi e lo scrittore Federico Traversa uno, fra i tanti, che ha avuto la fortuna di camminare con lui. Con interventi di Giampiero Gasperini, Tonino Carotone e gli amici della Comunità San Benedetto al Porto.

Partendo dal racconto in presa diretta di una lunga giornata in viaggio tra Genova e Torino avvenuta nel febbraio 2013, si parte per un percorso più profondo.

I dialoghi con Federico Traversa, sulla scorta delle esperienze dei libri precedenti, rivelano una dimensione intima a tratti davvero sorprendente di un uomo che, come pochi altri, ha lasciato un segno indelebile sulla sua epoca.

Questo libro è il riflesso del viaggio interminabile intrapreso da Don Gallo all’inizio delle sue tante scelte, è la storia dell’incontro, lungo quel viaggio, di un viandante curioso e attento, che ha saputo osservare e ascoltare, che ha percepito la forza comunicativa di chi tramutava in gesti di amore autentico le parole di speranza che troppo facilmente si è abituati a far correre, senza che poi ad esse conseguano azioni adeguate.

Don Gallo non si fermava mai di fronte a nulla, esattamente come fa la vita, anche se noi spesso ce ne scordiamo.

Federico Traversa (Genova – 1975). Scrittore, co-fondatore di Chinaski Edizioni, ha pubblicato un romanzo (“Il contorno del camaleonte”) e diverse titoli legati alla musica, sovente con la collaborazione degli stessi artisti (Tonino Carotone, Africa Unite).

La sua svolta, sia come scrittore che come uomo, è avvenuta dopo l’incontro con Don Andrea Gallo. I due libri che ha scritto con lui (“Io cammino con gli ulltimi” e “E io continuo a camminare con gli ultimi”) sono stati entrambi ripubblicati da grandi editori italiani. E, quel che più conta, oggi Federico ha un figlio, che si chiama Alessandro Andrea, e davvero non è difficile comprendere in onore di chi.

Aiutiamo Victor a riabbracciare la sua famiglia

Allora ragazzi questo è Victor, un lavoratore nigeriano di 43 anni con moglie e due bellissimi bimbi. Lavorava in Libia fino al 2011 e con il suo impiego nel ramo dei serramenti riusciva a mantenere la propria famiglia. Dopo la guerra civile a lui e a tutti i suoi compagni è stato ordinato di lasciare il paese immediatamente in quanto stranieri di pelle scura. Sono stati trascinati nel deserto e picchiati, tanto che Victor, già diabetico, ha riportato danni permanenti agli occhi. Arrivato su un barcone in Sicilia, da ormai tre anni non vede la sua famiglia. L’ho conosciuto personalmente e la sua storia ci ha toccati profondamente.
Pertanto con CHINASKI EDIZIONI abbiamo deciso di destinare parte dei diritti delle vendite del libro – Camminare Domandando Ultime Conversazioni con Don Gallo di Federico Traversa – in uscita il 27/05 in Liguria in allegato al Il Secolo XIX e nel restod’Italia a settembre, alla sua vicenda umana.
Se l’importo completo di viaggio, passaporto e soggiorno in Nigeria sarà coperto dalle vendite del libro bene, altrimenti supporteremo Victor di tasca nostra. Ci sembra il modo migliore per ricordare Don Gallo. Quindi, se avete piacere dateci una mano acquistando il libro che costerà appena 7,90 euro.
Vi chiediamo inoltre – se possedete abiti da bambino intorno ai 3 anni e da bambina intorno ai 6 e scarpe numero 26 (bimbo) in numero 30 (bimba) in buono stato – di comunicarcelo privatamente. Non vogliamo che Victor vada dai suoi bimbi a mani vuote. Se la Questura non ci mette una vita a rilasciargli il passaporto nuovo, contiamo di farlo partire ai primi di giugno. Monitoreremo tutto il suo viaggio sulla nostra pagina ufficiale di facebook, in modo che tutto sia fatto nella massima trasparenza.
Grazie a tutti del supporto.
 

Don Gallo nel nuovo libro di Federico Traversa

Il nuovo libro di Federico Traversa uscirà in anteprima per la Liguria in allegato al Secolo XIX il 27 maggio 2014. Nel resto d’Italia sarà invece fuori a settembre. Il prezzo sarà super politico: 7,90.

Si intitolerà “Camminare Domandando-Ultime Conversazioni con Don Gallo” e racconterà gli ultimi mesi di collaborazioni con Don Andrea prima della sua scomparsa.

Ci saranno interventi e storie raccontate anche da tanti amici e collaboratori del Gallo: Domenico Chionetti, Flavio Gaggero, Tonino Carotone, Manu Chao, e tanti altri.

Con parte dei diritti del libro manderemo in Nigeria a trovare moglie e figli che non vede da due anni, Victor Odhekhian. Victor lavorava nei pozzi petroliferi in Libia e, deposto Gheddafi, è stato insieme ad altri connazionali allontanato dal paese, tradotto nel deserto e picchiato, riportando danni permanenti agli occhi. Arrivato in Italia come profugo sta cercando di rifarsi una vita. Il suo ritorno a casa verrà monitorato e raccontato sulla pagina facebook di Chinaski Edizioni.

Per ora questo è tutto.

A Gap, Rai 3, Federico Traversa racconta la nascita di Chinaski Edizioni.

Estratto puntata di Gap, Rai 3 con lo scrittore Federico Traversa che racconta la nascita di Chinaski Edizioni.
https://www.youtube.com/watch?v=JJwYq4XoJ28