La Croce di Spine

21.00

Autore: Giancarlo Tranfo

Pag: 400

Descrizione

In un lungo percorso di circa 365 pagine, nella mia prima opera LA CROCE DI SPINE – Gesù: la storia che ancora non vi è stata raccontata, ho seguito le tracce di Giovanni di Gamala, discendente davidico con pretese messianiche (riconoscibile, peraltro, tra le righe degli scritti dello storico Giuseppe Flavio) che tentò di rovesciare il potere di Roma per realizzare il Regno di Israele promesso da… Dio. Fu arrestato dai romani e condannato alla croce sulla quale fu affisso il capo d’imputazione “Re dei Giudei”. Grazie alla scoperta dei Rotoli di Qumran, che ha gettato nuove luci sul senso della vera attesa messianica del popolo ebraico, sappiamo che oltre che nel discendente di David il popolo si riconosceva nella guida del “Sacerdote di Aronne” al quale sarebbe spettato il governo spirituale del nuovo regno voluto da Dio. Del messia spirituale di nome Yeshua ben Panthera sono riscontrabili tracce evidenti nelle antiche fonti rabbiniche redatte dal II secolo in poi. Dall’unione del messia sacerdotale Yeshua (Gesù) con quello davidico l’Unto, il Kristos o Cristo) nacque Gesù Cristo (Gesù+Cristo), personaggio leggendario figlio del II secolo, frutto di una creazione intellettuale sviluppatasi in seno alla fallita attesa del messianismo giudaico, a superamento dei limiti oggettivi dati dall’astrattismo del principio incorporeo del Logos. Il “Salvatore del Mondo”, ispirato a due personaggi storici reali, è stato concepito in perfetta armonia e continuità con tutte le “divine incarnazioni” degli antichi culti pagani e misterici dei quali è perfetta imitazione: nascita da madre vergine preannunciata da una stella al solstizio d’inverno, miracoli, prodigi, martirio, morte e resurrezione, promessa di un ritorno alla fine dei tempi per giudicare i vivi e i morti.

La Croce di Spine, nonostante l’esposizione semplice e lineare, non può essere considerata una “lettura da ombrellone” in quanto è un testo sofferto ed è l’amara testimonianza di un ex cristiano che non è riuscito a scrivere ciò che avrebbe voluto perchè ha scelto di scavare nella storia, seguendo i criteri suggeriti dalla metodologia scientifica, fino a vedere il fondo della verità.

La Croce di Spine non urla e non offende la sensibilità di chi ne seguirà il percorso testuale ma è pur sempre un silente atto d’accusa nei confronti di chi nei millenni ha costruito un Dio ad immagine e somiglianza del proprio potere.

La Croce di Spine non è consigliabile a chi intenda conservare le proprie rassicuranti certezze ma soltanto a chi sia disposto a subire l’impatto destabilizzante di evidenze lampanti che mai nessuna ricerca storica aveva fino ad ora messo a nudo.

Giancarlo Tranfo

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