DEPORTAZIONE

16.00

AUTORE: GIUSEPPE LOVERA
COLLANA: FUORI COLLANA
FORMATO: 15X21
PAGINE: 200

COD: 978-88-98155-45-3 Categoria: Tag: , , , , ,

Descrizione

Questa è la tragica vicenda vissuta da un giovane elettricista di 18 anni che viene rapito dai nazifascisti dalla fabbrica dove lavorava e trasferito nel campo di Mauthausen.
Giuseppe Lovera fece quello che molti deportati tentarono di realizzare durante la prigionia: scrivere un resoconto quotidiano di ciò che succedeva loro lasciando ai posteri una quantità notevole di informazioni e particolari.
Nei suoi diari Giuseppe Lovera descrive tutte le vicissitudini subite a Mauthausen, un campo solo di transito per i lavoratori deportati, mentre per i “politici” era un campo di sofferenza e di morte. Scrive degli spostamenti da un campo all’altro fino a Kapfenberg, dei pericoli corsi sotto i bombardamenti e le mitragliate degli aerei. Ci fa sapere anche della sua storia d’amore con una giovane infermiera. E narra la fuga realizzata insieme a tre compagni e i giorni passati nascosti in una buca senza cibo in attesa dell’arrivo dei liberatori. Descrive la sua preoccupazione per i congiunti lasciati a casa senza notizie, i genitori, il fratello e la sorellina Mariuccia. E, infine, la descrizione minuziosa del percorso a tappe di ritorno fino all’arrivo a Sampierdarena. E poi qui giunto ci descrive i volti straziati della ressa di parenti, di deportati e prigionieri, che all’uscita dalla stazione gli chiedevano notizie dei loro cari.
La peculiarità di questi diari è data dal fatto che sono stati scritti durante il periodo di prigionia di un operaio genovese deportato a Mauthausen. Essi riportano la cronaca dei fatti appena avvenuti così come Giuseppe Lovera li ha vissuti e risentono delle ansie e dei timori che gli eventi gli inducevano.
a differenza di altri libri di memorie nei quali il racconto è addolcito dal tempo trascorso tra i fatti e la loro scrittura, questa opera ci trasmette le sensazioni e la testimonianza di un lavoratore strappato alla sua vita, minacciato quotidianamente e disperato per la mancanza di notizie dalla famiglia. nell’esaminare i diari, i documenti, le lettere, le cartoline ed i vari foglietti sparsi, alcuni scritti a matita e quasi sbiaditi, prende vita un documento unico che tratteggia in “presa diretta” la bruttura della seconda guerra mondiale e di tutto quello che ne è conseguito.

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