ESCE IL 30 SETTEMBRE “CANE SCIOLTO”, AUTOBIOGRAFIA DI OMAR PEDRINI SCRITTA CON FEDERICO SCARIONI

 

NOTA DELL’EDITORE

di Marco Porsia

Sono più vecchio di tre anni di Omar Pedrini, e condivido quindi con lui gli stessi riflessi storici, un vissuto comune a tutti noi figli degli anni ’60. Non sono stato un fan dei Timoria sul loro nascere, soprattutto perché all’epoca ascoltavo molto meno rock di quanto non faccia ora. A quei tempi, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, ero completamente immerso nell’elettronica, e la mia permeabilità ai riff era decisamente bassa.
Ho apprezzato in seguito la forza espressiva di questa band che ha dato gran lustro al rock italiano, insieme a davvero poche altre. Mi incuriosì, e sostanzialmente mi deluse, la scelta dal rock al pop di Renga; i migliori della storia, ad esempio i miei amatissimi Depeche Mode, hanno
fatto esattamente il contrario, trovando nuovi stimoli e allungandosi la carriera. Nel contempo, non potevo che apprezzare la schietta coerenza dell’altro polo dei Timoria: Omar, il Guerriero.
Poi, capita che si cominci a parlare, con il mio socio Federico Traversa, della possibilità di raccontare la storia di quello che defi nisco, per semplifi cazione ma anche per considerazione, il nostro Eddie Vedder. Si tratta di per sé di un musicista con una carriera lunga e assai prolifica, che ha vissuto, viaggiato, che si è esibito davanti ad ogni genere di pubblico; già soltanto raccontare
tutto questo darebbe una bella dignità al prodotto, che entra a buon titolo nella nostra collana “Voices”. Però, noi siamo sempre portati a spostare l’asticella un po’ più in alto; così quando ci è stata proposta una cifra narrativa un po’ diversa, quando ci è stato prospettato di entrare anche noi a fare parte di quella storia, non abbiamo saputo resistere.
Questo libro non si accontenta di mettere assieme informazioni, ma cerca di coinvolgere il lettore nella ricerca di Omar da parte di Federico, che prende la forma di un viaggio iniziatico nel mondo della musica, nel mondo del Rock. Questo libro è un’impresa, così come dovrebbe essere ogni libro, così come dovrebbe essere l’editoria, l’industria, e anche la vita.
Delle tante vite di musicisti che ho avuto il piacere di pubblicare in questi ultimi tredici anni dedicati a Chinaski, ho sempre potuto riscontrare come tutti i grandi artisti, nessuno escluso, fossero completamente intrisi di dedizione alla loro materia, alla musica. L’impresa nel loro caso era proporre quella musica al mercato, per un riscontro che fi nanziatori intelligenti tramutavano in contante. Poi, i finanziatori hanno cominciato a giocare con il mercato, prevedendone le mosse, inducendone le risposte, fino a farlo crollare. Ma la Musica è rimasta in piedi. Ci sono ancora quelli che sanno entrare nelle orecchie, nella testa, nel cuore delle persone, e il nostro Omar è uno tra questi.
Questo libro vi porterà incontro all’uomo attraverso l’artista, e vi mostrerà quanto le vicende dell’uno e dell’altro si intreccino indissolubilmente. Il nostro “odisseo” Federico, con ingenuità quasi sfrontata, entra lentamente ad esplorare l’universo di Omar, fino a restarvi sostanzialmente intrappolato, e noi con lui. Piacerà, questo libro, a voi che conoscete Pedrini, che amavate i
Timoria, così come a voi che, come me, vi siete addentrati in questa storia dell’ennesimo Rocker più che altro per curiosità, per tributo alla passione, e adesso cominciate a rendervi conto di farne parte, da sempre.
Dei numerosi musicisti, più o meno famosi con cui mi è capitato di passare del tempo, scambiare impressioni, davvero pochi mi hanno comunicato qualcosa che desse valore aggiunto alla loro musica. Come a dire, in pochi casi sono stato davvero contento di averli conosciuti, di avere conversato con loro, e Omar è uno di questi, uno con cui si mangia volentieri – e si beve – uno
che sorride. Uno che ama i suoi fan, uno ad uno. Un grande umano, forgiato per la musica. Un cane sciolto, nel nome del Rock.

CANE SCIOLTO

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