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Pubblicato su "Stracci", il 23/10/2003MUSA, L'IMMAGINAZIONENon posso sottostare alla volontà del potere e
la mia indole si è sempre presentata molto chiaramente su questo punto: ribelle
di fatto. Sfiduciata e diffidente non ho mai seguito alcuna corrente
socio-politica, manifesto illeggibile di schietta manipolazione, ma soltanto
ammettendo ciò mi schiero in quel esiguo gruppetto dei figli di nessuno. Credo
- in una visione del tutto satanista - all'Uomo (intendendo con questo termine
Uomini e Donne!) come ente-dio-potere al di sopra di tutto, massimo esponente
del nostro essere, a cui sia necessario restituire estrema fiducia. Non escludo
però altri cuori e altre menti da questo "aristocratico" panorama, in
cui la Libertà (soprattutto di Immaginazione) regna volutamente e
"democraticamente" sovrana, perché sono sicura che versare valanghe
di speranza nei confronti dell'interazione umana sia piuttosto positivo!
Tuttavia lo slogan potere all'Immaginazione o, in chiave rivisitata e corretta,
Immaginazione al potere mi intimorisce perché utopico ma, in quanto tale,
diviene commerciante infallibile di fascino. Ho sempre fantasticato sulla
signora Immaginazione, identificandola come una nobildonna sette-ottocentesca,
magnanima colta acuta puttana, amante di un Robespierre del momento, col potere
persuasivo di capitanare gli artisti attraverso idee nuove, rivoluzionarie, in
grado di dare ancora speranza alla fertilità umana, una mecenate dell'arte come
pura forma di espressione di una società in declino. E che possa, con un savoir
faire superbamente parigino, unire tutte quelle anime in pena, quegli artisti
disadattati, quella gente fuori luogo sotto un'influenza esclusivamente
artistica. Una donna come mediazione tra realtà della mente e realtà dei
fatti. Creare perciò un nucleo di cervelli pronti a esprimersi nelle forme più
vere, una sorta di organizzazione di intellettualoidi sempre in fermento che
interagisca quasi di sotterfugio, parallelamente al potere governativo ma
respingendolo a priori. Quasi questa Immaginazione fosse un caffè letterario
fatto di carta, calamaio, assenzio e talami occasionali. Trasformare quindi
quella nobildonna parigina dai facili costumi nel Vizio, impersonificarla
nell'Ozio, idolatrarla nell'Oblio e amarla nella Pazzia. Un solo requisito
richiesto: credere nell'espressione di se stessi e nelle proprie capacità con
infinita umiltà amalgamata a superbia, senza avere la pretesa di fare di tutti
una teoria o una visione di pochi ma esprimerla semplicemente, per far conoscere
il livello su cui il proprio cervello si muove. Venerdì 24 ottobre dalle ore 22, nei locali del Circolo Govi in via Currò a Sampierdarena a Genova, verrà presentata la Sha-mat Edizioni, un pugno scagliato contro le (il)logiche commerciali delle grosse case editrici, prototipi stanchi di una letteratura da supermercato. Siete tutti invitati a presenziare a questa nuova alba. Alessia Caporali |
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