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PUBBLICAZIONI
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Michael Jackson Dossier è l’unica biografia accurata e ampiamente documentata sul re del pop ad essere tradotta in Italia.
Il libro ripercorre tutta la vita di Jackson, i suoi grandi successi, le stranezze, bizzarrie e i due processi per pedofilia subiti dalla popstar americana. Senza dimenticare la musica.
Una lettura completa che permette di conoscere a 360 gradi uno degli artisti più geniali e controversi del nostro secolo.
Con un’ampia sezione riguardante l’improvvisa morte della popstar.. |
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Un documento unico. Attraverso la raccolta e traduzione di gran parte delle interviste rilasciate da Bob Marley nel corso della sua vita questo libro è una sorta di prima autobiografia della più grande star del Terzo Mondo. Un progetto epico, che permette di entrare in contatto con il leggendario artista attraverso le sue stesse parole. Bob ci parla del suo credo, delle sue convinzioni, del grande messaggio di pace e amore che ne ha fatto una delle poche autentiche leggende del XX secolo. Ma ci racconta anche il lato più privato della sua vita, i ricordi d’infanzia, il forte legame con la terra, la musica e il calcio. |
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Un
libro-bibbia per gli amanti del rock, mai tirato tanto a
lucido quanto nei giorni in cui spopolava lui, il madman Mr.
Ozzy Osbourne, la più devastante e devastata figura mai
apparsa nella storia della musica rock. Una cronaca non
convenzionale che ripercorre l’incredibile percorso del
cantante dai sobborghi di Birmingham agli esordi con i Black
Sabbath. |
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Scritta
in collaborazione con la band, questa biografia copre tutti i
ventisei anni della loro incredibile carriera, costellata di
successi, con più di 50 milioni di dischi venduti. |
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LO STAFF EDITORIALE
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E' finalmente uscito il primo romanzo di Federico Traversa targato Chinaski-edizioni.
Il Contorno del Camaleonte con tutte le sue sfumature rispecchia le condizioni e gli stati d'animo dei figli del blackout televisivo, leader indiscussi della Kama Generation.
Questo romanzo viene concepito come un'antologia di racconti, diversi episodi a se stanti marcano il perimetro delle esperienze di Rico, commesso e scrittore, che narra avventure eclettiche, tra l'assurdo e il romantico, con una vena aspramente critica nei riguardi dei giudizi trash propinati dalla società.
AC: Perché scrivere un libro così delirante, impettito, romantico, che sfocia quasi nell'autobiografico?
FT: Ho scritto qualcosa di pseudo vero e sensato in contrasto coi libri attuali, per me poco credibili, in cui le persone che hanno vissuto nei miei stessi anni si possano immedesimare senza eccessivi sforzi. In quanto al delirante e impettito…beh, non ho fatto altro che raffrontarmi con la società in cui viviamo.
AC: Rico, io narrante sempre presente, incontra vari personaggi che nascono e muoiono nell'arco dell'episodio eccetto due…
FT: Esatto, tutti i personaggi che incontra sono di passaggio eccetto Ryan,
il trasformista, il folle, il puro, il primo vero esempio della 'Kama generation', che impersonifica il modello di amicizia e veste lo stereotipo del trasformista e Frances, la fidanzata, in cui viene rispecchiato il prototipo del vero amore. Con entrambi i personaggi si scoprono lati differenti e scollegati tra loro di Rico, sono difatti i due estremi, in antitesi tra loro a seconda dei periodi, che segnano le sfumature più accentuate del camaleonte.
«Sotto casa ad aspettare Frances, la mia fata, la luce, il fuoco, gli sbagli, la dannazione, una scure che cade perpendicolarmente sulla testa coi suoi grappoli di controsensi ma senza fare male. Con lei tutto è spinto al limite, non inteso come linea ma come curva che oscilla, si lascia oltrepassare ma poi a sua volta
oltrepassa.»
AC: Si continua a parlare di Kama Generation, perché?
FT: Perché è la definizione più calzante per descrivere la mia generazione, siamo cresciuti come camaleonti in grado di trasformarci in duemila cose, in continuo mutamento riusciamo ad adattarci diventando più esseri. Tant'è che un vero e proprio contorno il camaleonte non potrà mai averlo, forse si può parlare di più contorni…
«La vita è una Rico, non la voglio vivere in questa città, attendendo tutta la settimana un sabato che mi deluderà, lavorando cinque giorni su sette nello stesso squallido ufficio in mezzo a facce di cartone che giorno dopo giorno si accorciano come una sigaretta dimenticata accesa sul portacenere, trovarmi una brava moglie da scopare una volta a settimana, fare la tessera di una squadra di calcio e aspettare ogni quattro anni i mondiali per un po' di eccitazione da poltrona. Il modello a cui si sono piegati i nostri genitori è morto, magari un tempo funzionava ma non ora, non siamo più uomini ma mutanti, il marcio che abbiamo bevuto ci ha contaminati per sempre. Viviamo in una società che ha fallito l'obiettivo in ogni sua forma e che ci dà modelli in totale antitesi con lo spirito dell'uomo con conseguente effetto alienazione.
Capisci?…»
AC: E' parecchio nominata la televisione, addirittura commenti un programma andato in onda lo scorso inverno. Che rapporto hai con la tv?
FT: Le nefandezze televisive sono fonte di ispirazione primaria per me, guardare la tv è un po' come immergersi nella merda celebrale della società. Non mi stupirei affatto se coniassero un programma con la morte in diretta! La televisione regola un gioco bastardo e propone dei modelli assurdi, persi nelle loro assurdità. Sono addirittura arrivato a pensare che sia scadente per farci sentire migliori!
«…la televisione spenta mi fa paura, so che un giorno si accenderà da sola.»
«…non ho nessuna intenzione di andare allo Show a farmi rompere il cazzo dall'uomo con la camicia coi baffi.»
AC: Ma la Kama Generation è composta dai così-mal-detti sballati, in cui il trasformismo ricade spesso nelle dipendenze…
FT: E' un dato di fatto, il trasformismo dei giovani d'oggi è entrato sulla scena per evitare di pensare troppo: facendo tante cose ci si distrae e si arriva alla fine con tante esperienze, belle o brutte che siano ma pur sempre esperienze. Bisogna toccare un territorio per capire di cosa è fatto, se fa o non fa per noi, a priori non si può sapere. Parlo di episodi di droga e di dipendenze perché a volte servono a semplificare la vita, portano all'estraniamento e a far sì che non te ne freghi niente di niente. Spesso le persone sono portate a "farsi" per vivere un momento di libertà nel disporre a piacimento del proprio corpo. Questa è la realtà, giusta o sbagliata che sia.. comunque la Kama generation non è una generazione drogata, al limite sperimenta ma non si sofferma, paga dazio ma non si brucia.
"Ryan, ti chiedi mai dove stiamo andando?''
''Tutti i giorni..''
''E cosa ti rispondi?''
''Che stiamo correndo incontro alla morte vivendo veramente e, credimi, non siamo in tanti''.
''Tutto qui?''
''E' il massimo che possiamo fare''.
''E la 'Kama generation'?''
''In estrema sintesi è pienamente riassumibile in quanto ti ho appena detto Rico... Più ti trasformi più realmente vivi…sono ventotto anni che corriamo, infilandoci in ogni casino, delirando, mutando in continuazione, vivendo come in dieci film diversi, passando per pazzi quando non lo siamo. E' un gioco a perdere il nostro ma è l'unico che può portarci davvero in braccio all'ineluttabile senza rimpianti..''.
AC
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