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PUBBLICAZIONI
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Michael Jackson Dossier è l’unica biografia accurata e ampiamente documentata sul re del pop ad essere tradotta in Italia.
Il libro ripercorre tutta la vita di Jackson, i suoi grandi successi, le stranezze, bizzarrie e i due processi per pedofilia subiti dalla popstar americana. Senza dimenticare la musica.
Una lettura completa che permette di conoscere a 360 gradi uno degli artisti più geniali e controversi del nostro secolo.
Con un’ampia sezione riguardante l’improvvisa morte della popstar.. |
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Un documento unico. Attraverso la raccolta e traduzione di gran parte delle interviste rilasciate da Bob Marley nel corso della sua vita questo libro è una sorta di prima autobiografia della più grande star del Terzo Mondo. Un progetto epico, che permette di entrare in contatto con il leggendario artista attraverso le sue stesse parole. Bob ci parla del suo credo, delle sue convinzioni, del grande messaggio di pace e amore che ne ha fatto una delle poche autentiche leggende del XX secolo. Ma ci racconta anche il lato più privato della sua vita, i ricordi d’infanzia, il forte legame con la terra, la musica e il calcio. |
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Un
libro-bibbia per gli amanti del rock, mai tirato tanto a
lucido quanto nei giorni in cui spopolava lui, il madman Mr.
Ozzy Osbourne, la più devastante e devastata figura mai
apparsa nella storia della musica rock. Una cronaca non
convenzionale che ripercorre l’incredibile percorso del
cantante dai sobborghi di Birmingham agli esordi con i Black
Sabbath. |
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Scritta
in collaborazione con la band, questa biografia copre tutti i
ventisei anni della loro incredibile carriera, costellata di
successi, con più di 50 milioni di dischi venduti. |
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LO STAFF EDITORIALE
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Hanno ucciso bocca di rosa ::
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Le
prime 3 pagine
FABRIZIO SCIACCALUGA
Mi chiamo Fabrizio Sciaccaluga, ho trentatre anni e sono nato a Zena. Lo specifico perché per me questa città è l’unica veramente degna di tale nome in Italia: l’adoro. Sono fiero della mia genovesità, di cui sono pregno fino al midollo; pensate che quando con la Vespa passo il tabacchino di Nervi mi sento già tra i foresti. Nella mia vita l’ho lasciata solo due volte, una per andare a un matrimonio di un amico a Ovada e l’altra per il funerale di una mia vecchia maestra delle elementari a Novi Ligure. Novi Ligure… bel posto di merda per andarci a morire. Dio che esperienza con quei falsi e cortesi dei piemontesi, mi sono sentito proprio fuori posto e appena son venuto giù in autostrada e allo svincolo di Voltri ho visto il WTE mi sono venute le lacrime agli occhi e ho pensato a mio padre.
Mio padre faceva il pescatore, era un grande uomo e parlava solo zeneise. E’ morto che ero ancora un bambino in un incidente in mare. Siamo rimasti soli io e mamma, che mi cantava sempre “Bocca di Rosa” dell’amico Faber per farmi dormire, oh solo con quella mi addormentavo.
Non voglio sembrarvi uno limitato di vedute, ma per me l’unica musica che vale veramente qualcosa è quella di De Andrè e Lauzi su tutti, poi i Matia Bazar, Gino Paoli, Tenco, i Ricchi e Poveri, i New Trolls e Michele, che l’anno scorso cantava persino a “Buona Domenica”, vicino al baffo di Costanzo. Ultimamente seguo anche Baccini, che belin ha fatto persino l’inno del Genoa, e i Meganoidi, anche se cantano in Inglese e non li capisco tanto. E poi, vuoi mettere i comici? A Genova abbiamo dei comici che ce li invidiano tutti: da Paolo Villaggio a Beppe Grillo, per non parlare di Luca e Paolo e tutti quei giovani che spaccano di brutto a “Colorado Café”. Che poi, modestamente, sono anche io un artista. Scrivo poesie in genovese e al venerdì sera vado nei locali a leggerle con il chitarrista elettrico, l’ultimo mio sonetto:“A legallizazion” ha ricevuto un sacco di consensi, giù, in Piazza delle Erbe. Belin, mi applaudivano persino i marocchini, anche se chissà cosa hanno capito, foresti come sono.
Ultimamente però, non è che stia scrivendo molto. Ci ho troppi pensieri. E sì perché sono diviso fra due donne. Una è la mia fidanzata da più di cinque anni, si chiama Paola e l’ho conosciuta allo Stadio durante un Genoa-Fidelis Andria 2-0. Gli son volato addosso dopo il secondo gol, ci siamo guardati negli occhi, poi lei gli ha chiusi e riaperti e richiusi e io pensavo.”belin ho fatto colpo e il Genoa ha vinto, che Domenica da Dio!”, ma invece la stavo strangolando con la sciarpa che gli si era ingarbugliata fra collo e catenina. A Paola ci voglio bene, è un bella ragazza, somiglia un po’ alla Dori Grezzi da giovane, ci ha proprio quel sorriso lì, e poi scopiamo che è un piacere, facciamo delle maialate incredibili io e lei: una volta gli ho mangiato il cappon magro sulla pancia, era eccitata come una bestia.
Abbiamo preso casa insieme l’anno scorso, viviamo a Boccadasse, vicino al mare, al mio mare. Mia madre ha preso un sacco di palanche dopo l’incidente di papà e mi ha comprato questa casa che è uno spettacolo, anche se è un po’ piccola e una volta era una pescheria; ma belin è a Boccadasse, vicino alla “Creuza de ma” che cantava Faber.
Comunque vi dicevo di sto problema che ci ho, che è proprio serio, perché da qualche mese mi sono incasinato la vita e ora ho anche un’amante. Si chiama Sonia, ma io l’ho soprannominata “Bocca di Rosa”. L’ho conosciuta una sera dal Porto Antico; avevo appena finito il mio turno di cameriere nella trattoria dove lavoro, lì giù da Vico delle Grazie (“Da Tamara”, belin facciamo lo stoccafisso più buono della città) e appena ho visto questa neretta qui non ci ho capito più niente. Sono andato da lei e mi sono presentato. Gli ho detto qualche belinata per farla un po’ ridere e dopo un’ora eravamo già nella mia Panda a darci delle panciate su al Righi. E’ una ragazza sportiva la mia “Bocca di Rosa” ma dolce anche. Ha un corpicino minuto, l’orecchino al naso e veste sempre di scuro. Bellissima. L’ho soprannominata così perché la chiamano sempre un sacco di giovanotti per vederla e lei a tutti da appuntamento la notte a casa sua, in una via di Cornigliano che non ricordo il nome ma so arrivarci benissimo. Un po’ mi dispiace che veda tutta quest’altra gente, ma d’altronde anche io ho la fidanzata e allora cosa pretendo?
Sono due mesi che tutte le sere telefono al mio amico Giobatta, un genovese purosangue come me anche se nega, e lo stresso con questa storia di Bocca di Rosa. E lui mi dice di lasciar perdere e restar con Paola ma io non ne sono molto convinto. Anzi stasera vado da lei e mi dichiaro e se ci sta le faccio un bel discorso e ce lo faccio capire. Basta tutti quegli uomini… se ne sta con me al cento per cento. Altro che le cazzate che dice Gio, lui ha una storiella con una da qualche mese e già la vuole mollare; solo beciare ci interessa a quello lì, ma a me no, io sono un sentimentale.
Mi metto i jeans, la mia felpetta “don’t worry - battitene o belin”, la giacca della Napapiri, salgo sulla vespetta “50 citti” e vado a dirle che l’amo.
Belin, però prima devo finirmi l’ultimo giallo di Pietro Cattrame: “Sangue e Baxeico” che mi prende un casino. Quelli della Pesto Editore sono dei grandi a far sti gialli ambientati proprio nei miei posti. Anche se però un libro ambientato a Boccadasse non l’hanno ancora fatto e sono un po’offeso. Comunque sto Cattrame è proprio una forza, parla di tramontana, maccaja, descrive i vicoli, i gianchetti, Via Venti e nell’ultima copertina, quella del decimo romanzo ambientato a Genova, c’è anche la foto del Matitone. Belin, che grande che è…
Me lo leggerei tutto stanotte, trecento pagine di Genova, che sballo! Ma non posso, cavoli, ora no. Devo andare da Sonia, la mia “Bocca di Rosa”, il giallo lo finisco stasera quando torno, che l’amore è importante almeno quanto la cultura.
Il collo avvolto nella sciarpa del Genoa che fa freddo e via a respirare un po’ d’aria salmastra.
Dio, quanto la amo questa città.
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